Volkswagen t2, Bulli o Kombi

Ha trasportato famiglie in vacanza, i lavoratori che hanno ricostruito l'Europa nel secondo dopoguerra, e soprattutto tantissimi hippie.

E proprio dal Maggiolino, che si chiamava T1, è derivato il T2, un mezzo da trasporto con lo stile inconfondibile creato da Ferdinand Porsche: quei fanali rotondi e il paraurti leggermente arcuato, che fanno sembrare il frontale a un viso sorridente. E' anche questo uno dei motivi che hanno spinto gli hippie a fare del T2 un marchio di fabbrica. A nove posti e consedili reclinabili, era il mezzo ideale, ed economico, per affrontare le strade negli anni '60. E anche per farsi notare, magari dipingendo la carrozzeria con fiori o disegni psichedelici e sostituendo il logo Volkswagen con il simbolo della pace.

Ma anche dopo la Summer of Love, Woodstock e il tramonto della cultura hippie, il Bulli non è passato di moda, anzi. Ha continuato a rappresentare un'idea di libertà, è rimasto sulla cresta dell'onda anche negli anni '70, fino a quando, nel 1979, Volkswagen ha deciso di interrompere la produzione in Europa per spostarla definitivamente in Sudamerica, sostituendolo con una versione moderna, ma più anonima. Il Bulli però è diventato anche protagonista del piccolo e del grande schermo. Nell'immaginario di molti è entrato grazie alla sua comparsa in Ritorno al Futuro, come furgoncino dei "terroristi libici". Il T2 utilizzato nel film con Michael J. Fox curiosamente è uguale alla Last Edition: all'esterno, infatti, è dipinto di azzurro nella parte inferiore, e ha il tetto bianco.

Tutto ebbe inizio nella primavera del 1947 quando Ben Pon, l'importatore olandese della Volkswagen, in visita agli stabilimenti di Wolfsburg, vide un curioso carrello allestito, sulla base del Maggiolino, per trasportare i materiali pesanti da un reparto all'altro della fabbrica. Questa "visione" gli fece balenare l'idea di proporre alla casa la produzione di un veicolo commerciale. Poco tempo dopo abbozzò, su un block notes, uno schizzo da sottoporre a Nordhoff (l'allora numero 1 di Volkswagen). Da quello schizzo, sulla base del Maggiolino (l'unica meccanica prodotta dalla Casa all'epoca), nacque il progetto Typ 2, che sfociò, il 12 novembre del 1949, nel Transporter T2 Split. A causa di alcuni problemi progettuali (bisognava rinforzare il telaio a piattaforma per consentire un'adeguata capacità di trasporto e una soddisfacente rigidità torsionale) le consegne del Transporter iniziarono solo nel marzo del 1950. Dotato in origine del medesimo 4 cilindri boxer raffreddato ad aria di 1131 cm³ da 25 cv, seguì tutte le evoluzioni tecniche del Maggiolino (comprese le variazioni di cilindrata a 1192, 1285 e 1493 cm³). Il successo fu subito enorme, grazie alle doti di robustezza, semplicità e versatilità del Transporter T1 (che gli utenti iniziarono a chiamare affettuosamente "bulli"). Il veicolo divenne tuttavia un mito generazionale, quando le versioni Samba Bus (ovvero pulmino bicolore) e Westfalia (camper), lanciate all'inizio degli anni sessanta, divennero, sul finire del decennio, i mezzi di trasporto ideali di Hippie e figli dei fiori, tanto in Europa quanto nella West Coast Californiana. Il T2 Split venne prodotto, fino al 1967, in quasi 1.800.000 esemplari.


Nel 1967 venne presentato il Transporter T2 Bay. Le modifiche, rispetto alla prima serie, erano consistenti: carrozzeria ridisegnata, meccanica rivista, aggiornamento di molte componenti. Quando esordì molti "rimpiansero" la linea del T2 Split, ma provando la nuova, più squadrata serie non poterono che constatarne i vantaggi: la tenuta di strada, grazie alle modifiche ai braccetti delle sospensioni anteriori, era migliorata sensibilmente; la frenata era più efficace grazie ai freni a disco anteriori introdotti dal modello 71 (agosto 1970); lo spazio a bordo (sia per le persone che per le merci) era aumentato; la visibilità era nettamente migliore (grazie alle ampie superfici vetrate a al parabrezza "panoramico" in pezzo unico - chiamato appunto "bay"); l'impianto di riscaldamento e ventilazione era molto più efficiente. I motori disponibili erano i classici boxer raffreddati ad aria di 1285 (prevalentemente per il mercato italiano) e 1584 cm³ (40 e 50 CV), ma la gamma di carrozzerie venne ulteriormente ampliata. Oltre alle classiche versioni furgone, autocarro cassonato e pulmino erano disponibili le varianti autocarro cassonato doppia cabina e giardinetta promiscua (con sedili asportabili fatti per privilegiare, di volta in volta, merci o passeggeri). Venne riproposto, naturalmente, anche il gradito camper Westfalia, ma con tetto e tendalino più ampi, incernierato all'anteriore, in modo da ricavare un posto letto in più grazie ad una brandina richiudibile. Nel modello '74 venne ampliata la finestra del tetto, incernierandolo al posteriore e ricavando così lo spazio per un altro letto matrimoniale superiore. Nell'occasione venne definitivamente rinnovato l'arredo interno (rimasto sostanzialmente sempre uguale dal modello T1). Nel 1973 il T2 Bay subì un lieve restyling (frecce anteriori spostate in alto, interni rivisti e varie migliorie). Con l'occasione, lacilindrata della versione "maggiore" crebbe da 1493 a 1584 cm³ (54 CV). Nel 1973 la gamma dei motori venne modificata con la dismissione del 1300 e l'introduzione della variante di 1679 cm³ da 66 CV. Nel 1975 la cilindrata del 1700 crebbe a 1795 cm³ (68 CV).

Nel corso degli anni le motorizzazioni per il mercato nordamericano (molto importante per il T2) si sono differenziate da quelle europee per l'adozione di dispositivi antinquinamento e, da metà anni settanta, per l'alimentazione ainiezione. Per compensare il calo di prestazioni, causato dalla necessità di rispettare le severe normative d'oltreoceano, inoltre, la Volkswagen lavorò sulle cilindrate. Dal 1975 era disponibile negli Stati Uniti ed in Canada una versione del boxer con cilindrata portata 1971 cm³ e alimentazione a iniezione (70 CV), non prevista in Europa.

Nel 1979, con l'arrivo del T25, la produzione del T2 Bay venne trasferita in Sudamerica (Messico e Brasile). In entrambi i casi il motore era il classico 4 cilindri boxer raffreddato ad aria di 1584 cm³, dotato, a partire dai primi anni novanta, di alimentazione a iniezione e marmitta catalitica (l'unità per il mercato brasiliano, inoltre, poteva funzionare a benzina o ad etanolo). Dal 1996 il T2 Bay "messicano" iniziò a differenziarsi maggiormente da quello brasiliano (che manteneva il motore 1600 boxer raffreddato ad aria), grazie all'adozione del motore a benzina 4 cilindri in linea 1400 raffreddato ad acqua da 75 CV e del diesel 1900 aspirato da 64 CV. Dalla fine del 2005, tuttavia, anche il T2 Bay brasiliano monta il motore a benzina ed etanolo di 1390 cm³ (75 CV) della Fox.

Una versione camper del T2 brasiliano è stata messa in vendita dalla Volkswagen nel 2011 solo sul mercato olandese in tre differenti allestimenti.

La produzione messicana è cessata nel 2002, mentre quella brasiliana si conclude nel dicembre 2013, perché le nuove leggi brasiliane imporrebbero sistemi di sicurezza (Airbag e ABS) impossibili da adattare su un progetto vecchio oltre 50 anni.

L'ultimo esemplare di T2 è conservato al museo Volkswagen.

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