12 Luglio 1963 nasce il marchio D.O.C. per il vino

La denominazione di origine controllata, nota con l'acronimo DOC, è un marchio di origine italiano utilizzato in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.

Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con la dicitura DOC. Il marchio fu ideato negli anni cinquanta dall'avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell'allora ministero dell'Agricoltura. La denominazione di origine controllata fu istituita con il decreto-legge del 12 luglio 1963, n. 930, che si applica anche ai vini "Moscato Passito di Pantelleria" e "Marsala".

Dal 2010 la classificazione DOC, così come la DOCG, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.



D.O.C.G. - Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

I vini D.O.C.G. sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di origine ben precisa, anche con indicazione di sottozona, fino a restringere l'area a un comune, una frazione, una fattoria, un podere o una vigna; la zona tipicamente è abbastanza ristretta ed è quella maggiormente avocata alla produzione di quel vino.

Una D.O.C.G. può essere una restrizione della stessa D.O.C., per es. può essere relativa ad una porzione più di territorio ristretta dell'area della D.O.C., o può essere solo quella relativa a una denominazione (per es. Superiore).

I disciplinari dei vini D.O.C.G. ricoprono le stesse tipologie di regole di quelli D.O.C. ma i valori da rispettare sono più stringenti. La legge prevede che la denominazione D.O.C.G. può essere attribuita a un vino che da almeno 5 anni è già riconosciuto come D.O.C.; per i vini D.O.C.G. è previsto un doppio esame, il secondo in fase di imbottigliamento. In etichetta è obbligatoria anche l'indicazione dell'annata (tranne per i vini bollicine).


I.G.T. - Vini a Identificazione Geografica Tipica

I vini a Identificazione Geografica Tipica sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di produzione, in genere abbastanza ampia.
I disciplinari dei vini I.G.T. devono stabilire:

- l'indicazione geografica
- la delimitazione della zona geografica
- l'elenco dei vitigni ammessi
- le tipologie enologiche, compreso il colore
- la resa massima di uve per ettaro
- il titolo alcolometrico minimo delle uve
- la gradazione alcolometrica minima del vino
- le pratiche correttive autorizzate.

I vini a Identificazione Geografica Tipica hanno l'obbligo di presentare in etichetta:

- tutte le menzioni previste per i vini da tavola
- la menzione Vino a Identificazione Geografica Tipica con il relativo nome della I.G.T. (zona).

Sono poi consentite diverse indicazioni facoltative tipo i vitigni, l'annata di raccolta, altri dati sul produttore, precisazioni sul tipo di prodotto.


D.O.P. - Denominazione di Origine Protetta

Marchio D.O.P. meglio noto con l'acronimo D.O.P., è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito - solitamente per legge - a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.

L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.

Affinché un prodotto sia D.O.P., le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata.
Chi fa prodotti D.O.P. deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Per distinguere anche visivamente i prodotti D.O.P. da quelli I.G.P., i colori del relativo marchio sono stati cambiati da giallo-blu a giallo-rosso, suscitando non poche perplessità tra quanti avrebbero ritenuto più opportuno che a cambiare fossero i colori del marchio I.G.P.


I.G.P. - Indicazione Geografica Protetta

Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l'acronimo I.G.P., indica un marchio di origine che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.

Per ottenere la I.G.P. quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.

Chi produce I.G.P. deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

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