I tacchi, seduzione ed equilibrio

Scarpa della donna con tacco Luigi, 1760-1765. Los Angeles County Museum of Art, M.81.71.2a-b.

​I tacchi a spillo sono da sempre stati uno strumento di seduzione, donano a chi li porta, eleganza, sensualità ; creano l'illusione di una gamba più lunga, più snella e di un piede più piccolo, cambiano completamente il modo di camminare che diventa sinuoso e provocativo.

La loro origine è ottocentesca, come confermano diversi esemplari di scarpe-feticcio sparse nei musei della calzatura in tutto il mondo, insieme ai disegni e a letteratura erotica dell'epoca; si tratta di scarpe (stivaletti) altissime dove il piede poggia sulle punte, quasi come i piedi delle ballerine, il che insieme all' altezza, impediva a chi lo indossava di camminare, infatti erano usati nelle pratiche sessuali masochiste.

Una popolarizzazione e un uso più convenzionale, può essere attribuito a Roger Vivier, che nel 1954, rievocando questa moda, creò per Dior una scarpa con il tacco molto appuntito grazie all'utilizzo di una sottile asta d'acciaio. Vivier, aveva già lavorato con la innovativa Elsa Schiaparelli, che fu la prima ad includere le scarpe di Vivier nelle sue collezioni. Per Dior, Vivier si focalizzò sulla caviglia e sul piede, creando nuove forme di tacco da accostare al "New Look", tra i quali appunto: il tacco a spillo e quello a "virgola".

Questo sodalizio Dior-Vivier, duro ben 10 anni, decennio nel quale la fantasia e la creatività esplodevano in combinazioni improbabili di materiali, colori e forme molto bizzarre, ma con un risultato elegante e sofisticato. Alla fine di questo periodo d'oro, i tacchi a spillo più in voga, erano quelli che avevano anche la punta della scarpa molto lunga e sottile.

Roger Vivier per Christian Dior 1954 al V&A

Con la creazione della mini gonna nei primi anni 60, il tacco a spillo fu messo anche negli stivali che miglioravano l'aspetto delle gambe nude; ma con l'avanzare dal movimento femminista che vedeva il tacco a spillo come un indicatore di costrizione, sottomissione e che rendeva alla donna uno stereotipo sessuale degli uomini, i tacchi divennero più bassi, grossi e si fece presto a sostituire i tacchi a spillo con delle scarpe a punta quadrata. 

Alla fine di questa decada, l'ansietà per il futuro, la delusione della vita contemporanea, fecce si che i giovani abbracciassero la cultura hippie che privilegiava le scarpe a piattaforma, che più si adattava a questo nuovo stile di vita e di pensiero.

La zeppa, si fecce molto popolare negli anni 70. Questo fu un periodo di piena sperimentazione in tutti i sensi, incluso quello della moda; le sottoculture e movimenti giovanili si contendevano l'attenzione del pubblico vestendo in modo eccentrico, con colori psicodelici e prendendo a prestito forme del passato. Un esempio di questo furono i Punk, che reintrodussero, almeno nel loro cerchio, il tacco a spillo. Anche un grande disegnatore di scarpe, che a quell'epoca era agli inizi, le ripropose nel 1974, si tratta di Manolo Blahnik che da quel momento in poi, farà dei tacchi a spillo vertiginosi, la sua firme e il suo successo.

Blahnik, Manolo 1985 al V&A

Negli anni 80, la repulsione del femminismo verso la moda cominciò ad attenuarsi verso l'idea che le scarpe col tacco alto non erano semplici oppressori ma che potevano fornire alla donna piacere nell'essere guardata e ammirata. Le femministe degli anni 80, pensavano che la moda poteva essere un esperimento delle apparenze che sfidava il significato della cultura.Questo cambiamento nell'atteggiamento verso i tacchi alti, probabilmente si deve alle contro culture dei primi anni ottanta e ai dibattiti femministi sul piacere e il desiderio femminile, che indirettamente ha cambiato il modo in cui era compresa la moda. Le donne occidentali affermavano d'indossare i tacchi alti per se stesse, per sentirsi più alte con più autorità . Infatti, con questa nuova mentalità , i tacchi a spillo venivano indossati in ufficio, come segno di autorità e di rivincita delle donne che li portavano con la punta tonda e leggermente più grossa, insieme a tailleur con spalle molto larghe (altro segno di potere), in modo da snellire la figura e renderla imponente. I tacchi diventano più vertiginosi che mai, dal momento che l'eccesso divenne il segno distintivo degli anni 80; si cominciano a vedere sulle passerelle le nuove creazione degli stilisti immancabilmente accompagnate dai tacchi alti.

Gli anni 90 seguono la tendenza degli anni 80, ma con modelli sicuramente più discreti e semplici perché era arrivato il minimalismo.

Nel nuovo secolo, la moda è più libera, nonostante ci siano ancora delle tendenze e degli stili, essi sono solo uno spunto dal quale poi la donna fa le proprie scelte. L'unica cosa certa è che in questa molteplicità di varianti che ora offre la moda, i tacchi a spillo non scomparvero affatto, anzi, vengono usati non solo con l'abbigliamento d'ufficio, i vestiti eleganti, ma anche con i vestiti informali come i jeans.
I tacchi a spillo rimarranno a lungo un indumento delle proprietà magiche, può farti sentire bella, desiderabile, attraente e cambiare completamente il modo in cui ti rapporti con lo spazio, con gli altri e con te stessa.


FONTE: dejavuteam

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