La cintura di castita'

L'uso delle cosiddette cinture di castità, fasce metalliche flessibili in grado di coprire i genitali e poi chiuse con lucchetti, risalirebbe ai tempi delle Crociate, quando i cavalieri in partenza per il Santo Sepolcro volevano assicurarsi la fedeltà delle proprie mogli durante la loro assenza.

In realta, una ricostruzione storica più attenta porta a concludere che i primi usi della cintura di castità risalgano, in Italia, al XIV o XV Secolo in particolare negli ambienti dell'alta nobiltà.

Il primo documento in cui confrontare la cintura di castità, è datato 1405 e conservato nella biblioteca di Gottinga (la cintura è qui nominata venire "congegno fiorentino") 

Indossarono La Cintura di castità, fra le Altre, Caterina de 'Medici, Anna d' Austria, la moglie di Francesco II di Carrara (il Quale fu addirittura accusato di esserne l'inventore, in Uno scritto del 1750 di Freydier de Nimes). 


MA COME SI FA AD ANDARE IN BAGNO?

Innanzitutto, c'è un problema di igiene: anche se la classica cintura prevede piccole aperture per l'espletazione dei bisogni fisiologici, ferite, infezioni e di conseguenza la morte di chi le indossava sarebbero sopraggiunte in tempi molto rapidi.

Inoltre, è plausibile che prima di partire i cavalieri si accoppiassero con le proprie mogli, magari con la speranza di trovare un bambino al loro ritorno. È evidente che la presenza di una cintura di ferro avrebbe impedito il parto. Senza contare l'obiezione più semplice: qualunque serratura medievale poteva essere aperta da un fabbro in pochi secondi.


ASTINENZA FORZATA. 

L'idea di astinenza sessuale è certamente antichissima e lo stesso termine latino cingulum castitatis (traducibile appunto come: cintura di castità) compare, a partire dal VI secolo, in alcuni testi di Papa Gregorio Magno, Alcuino di York, San Bernardo di Chiaravalle, fino a Giovanni Boccaccio. Ma in tutti questi casi è inteso come un simbolo di purezza teologica, non certo come un oggetto di dissuasione erotica.


PATTO DI FEDELTÀ. 

Il concetto di patto di castità tra due innamorati comparve invece più avanti, in alcuni poemi del XII secolo, come il Lai di Guigemar di Maria di Francia: alla partenza del cavaliere Guigemar la sua donna chiede all'amante di annodarle la camicia intorno alla vita, come patto di fedeltà fino al ritorno. Ma si tratta di un patto simbolico e, soprattutto, voluto dalla donna.


NEI GIOCHI SADOMASO. 

Fu proprio nel XIX secolo, epoca in cui soprattutto nei Paesi anglosassoni fu riscoperto il puritanesimo, che le cinture di castità divennero un oggetto di uso quasi comune. Si trattava però di cinture più morbide e da indossare solo per brevi periodi, usate dalle donne per proteggersi dal rischio di stupro o imposte agli adolescenti per impedire la masturbazione, considerata dannosa per la salute o, comunque, peccaminosa per la morale del tempo. In qualche caso, però, tali prodotti furono pubblicizzati nei periodici dell'epoca anche come strumenti per assicurarsi la fedeltà delle mogli, trasformando così in realtà quello che fino ad allora era stato solo un mito attribuito al Medioevo

Oggi, le cinture di castità, realizzate nei materiali più diversi, rappresentano solo uno strumento utilizzato come gioco erotico nelle pratiche di sadomasochismo.

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